
Vitale, gioiello di casa Napoli
E di Castellammare di Stabia e proviene da una famiglia umile. Luigi Vitale, il ragazzo che Reja medita di lanciare in Intertoto, ha ventanni appena (ne compirà 21 ad ottobre), ma si trova nel Napoli già da quattro anni, allorchè Giuseppe Santoro, responsabile del settore giovanile azzurro, lo convinse a seguirlo nel vivaio partenopeo. Stava per passare al Sorrento.
Vitale nasce con vocazione di attaccante. Di lui su accorge prestissimo Reja, che lo aggrega alla prima squadra già in C1. Lo fa debuttare nientemeno che contro la Juve Stabia, la squadra della sua città. Due ottobre 2005, una data che lo scugnizzo non dimenticherà. Esordisce al San Paolo senza tradire un filo di emozione. Spinge sulla fascia sinistra, va al cross, prova il tiro. Dagli spalti piovono applausi per lui. Era da tempo che i tifosi del Napoli non vedevano un ragazzo che parlasse il loro dialetto arrivare in prima squadra e fare anche bella figura. In tribuna, tutta la famiglia Vitale commossa e lo zio che laveva avviato al calcio finalmente ebbro di gioia.
Per Reja, quel ragazzo merita di restare nellorbita della prima squadra. Un mese dopo lesordio, Vitale trova anche il primo gol in maglia azzurra: nella Coppa Italia di serie C, contro il Foggia. Giocherà anche contro il Teramo e persino allOlimpico contro la Roma, nella sfida di ritorno della Coppa Italia professionisti. Una gara senza storia, ma utile per saggiare limpertinenza di quel ragazzo che sulla sinistra affrontò Mexes senza timore.
Il Napoli decide di tenerlo in B, ma Reja non se la sente di rischiarlo in un ruolo che richiede tanta elasticità tattica.
Preferisce così affidarsi a Savini, mentre Marino a gennaio ingaggia Rullo, un specialista di fascia che non riuscirà mai ad inserirsi. In B, Vitale racimola una sola presenza, contro il Frosinone, allorchè Reja gli chiede di curare più la fase difensiva.
Dopo la promozione in A, Marino si convince che a Vitale può giovare un campionato di C1. Sono in tanti a chiederlo. La spunta Pavarese che lo prende per il Lanciano e lo affida a Checcho Moriero. Qui il mancino capisce che deve migliorare sul piano tattico. Curare la fase difensiva. «E cresciuto tantissimo con noi - confessa Moriero - Lavrei portato con me a Crotone. Non mi meraviglio che Reja voglia lanciarlo. Ha i numeri e la sfacciataggine per misurarsi anche in partite delicate».
Con il Lanciano, Vitale accumula 28 presenze ed il Napoli lo riprende versando circa 80mila euro agli abruzzesi, come premio di formazione. Nel frattempo, il giovanotto di Castellammare ha trovato nello spogliatoio un padrino deccezione: Gennaro Iezzo. E lui che lo protegge, lo incita e lo invita ad emularlo. Anche Iezzo è partito dal basso fino ad arrivare in serie A. Ed ora Vitale sta per raccoglierne il testimone.
Fonte: ultrazzurri
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