
Dai tifosi veleno sul Napoli
NAPOLI Cè malumore, la città tappezzata di locandine e manifesti, e gli abbonamenti che non stanno andando come dovrebbero (diecimila in toale e domenica si chiude). La gente è perplessa ed ha trasferito in un lungo elenco i motivi dei propri risentimenti, indirizzandoli al presidente Aurelio De Laurentiis, tirato in ballo da tifosi azzurri che hanno tralasciato di firmare in calce.
Nella notte tra lunedì e martedì numerosi manifesti sono stati attaccati un po ovunque, letti con avidità da chi si è soffermato per rendersi conto del loro contenuto: non è stato un bel leggere e non è una cosa che fa piacere, soprattutto a inizio stagione, con tutto ancora in gioco. Campeggia una foto del patron con un titolo che al presidente non risulterà gradito e che in pratica preannuncia le proteste elencate nel lungo testo: «Aurelio il Napoli non è il tuo film», è la frase che avvia il coro: «È vergognoso far pagare ai soli tifosi del Napoli le amichevoli estive. È giusto, lei è un imprenditore si rivolgono i tifosi al presidente ma non siamo il suo cinepanettone di Natale».
Frasi forti, che lasciano intendere, evidentemente, un malumore che nasce da lontano e non solo dalle operazioni di mercato, probabilmente.
Il documento prosegue con osservazioni e critiche alloperato del proprietario del club. Nei manifesti si legge di tutto. I toni sono secchi e duri, il produttore e presidente accusato di incoerenza e di essere autore di cadute di stile: sullargomento napoletani in squadra, sullEuropa League su Lucarelli.
In particolare, i supporters non hanno dimenticato un episodio del bomber toscano: «il vero unico motivo di rancore che abbiamo verso il calciatore è che in unoccasione nemmeno tanto lontana, sputò verso un settore dello stadio occupato dai partenopei», è scritto sui manifesti. Una situazione preoccupante, da non minimizzare. Anche se con i risultati delle prossime partite il Napoli potrà subito dare una sterzata positiva, sia un campionato sia in Europa League. Speriamo accada così. Altrimenti, come finirà questa storia? Leggo.
Commenta l'articolo su Facebook
Segnala presso:
|