
Napoli, è l'anno di Lavezzi 100 presenze e Champions
Alla sua quarta stagione sotto il Vesuvio il fantasista argentino cerca la consacrazione definitiva, e si pone traguardi ambiziosi
Limportante è esagerare: e, tra un dribbling e una finta, quel che resta del pocho è lirresistibile desiderio di non negarsi niente, di prendersi il Napoli e trascinarselo in quella folle corsa verso lestasi. Argentina-Spagna è il nobile intermezzo che dà spessore internazionale, però poi cè il Bari, il ricordo della prima doppietta esterna e di quellexploit chè valso la Euorpa League; e, a seguire, lUtrecht, poi Cassano.... E poi e poi. La quarta sinfonia del Lavezzi napoletano è uno spartito mandato a memoria, una dolce cantilena che dal 17 agosto sè impossessata di Castelvolturno: e quel «vincere, io qui voglio vincere» è la colonna sonora dun club che non si pone limiti ma che ha chiari i traguardi suoi e del pocho.
TOP TEN - Il gol è unossessione altrui ma quel che manca a quel diavolo scatenato che semina avversari e confeziona assist in quantità industriale è la fatidica doppia cifra quota dieci - avvicinata nella sua prima e nella sua terza stagione napoletanae mancata per colpa di infortuni che a lungo hanno macerato Mazzarri, suo mentore in fase risolutiva:« Lui ha il gol nel sangue, deve solo rendersene conto e provarci di più, anche dalla distanza » .
Il Bari è la prova della verità che Mazzarri ottiene il 18 aprile scorso, quando Lavezzi ne fa due - e uno dai trenta metri - assecondando le richieste dellallenatore e premiando se stesso per caparbietà e istinto. Otto reti nel primo anno, sette nel secondo, di nuovo otto nel terzo: e, per cominciare, a Firenze, subito una traversa che testimonia la presenza, nel codice genetico, del gol, che non gli è certo sconosciuto.
Commenta l'articolo su Facebook
Segnala presso:
|