
Fine dei miracoli: Napoli ko, si zoppica da 8 turni
Non gira. E ormai da otto turni. Al di là del fato, degli episodi sfavorevoli e di San Gennaro, pure invocato da Mazzarri, che non regala più miracoli in zona Cesarini, il Napoli è chiamato a fare una seria autocritica. Perchè nel frattempo ha perso tre posizioni di classifica e a undici giornate dalla fine è fuori dall'Europa.
Va bene che aver creduto alla Champions possa essere stato un azzardo, ma otto punti in otto partite - media Donadoni nel girone di andata - devono far scattare un campanellino di allarme. Seconda sconfitta dell'era Mazzarri a Bologna, con l'avversario ed ex Zalayeta che in mezzo al campo e in fase di finalizzazione fa vedere come la qualità e la tecnica oltre che l'opportunismo sotto rete, non sono qualità da poco.
Suo il primo gol del match al minuto sei della gara, un tocco felpato in piena area piccola con la palla che si va a piazzare dove De Sanctis non può mai arrivare. Fa salire la squadra, il Panteron. Crea spazi per i centrocampisti, detta i tempi del gioco. Difficile per tutti e tre i difensori azzurri sottrargli palla.
Ci riesce un po' di più Cannavaro, che però nell'occasione del gol era distante. Ci pensano Rinaudo prima e Campagnaro poi a farsi beffare dalla zampata dell'uruguaiano. Fisico il Bologna, attacca tutti gli spazi e gestisce il pallino del gioco in mezzo al campo. A corrente alternata, il Napoli.
Che ha più qualità ma si sgretola nell'organizzazione del gioco e subisce l'aggressività iniziale del Bologna. Cincischia al limite dell'area, gioca palla. Ma non varca mai la soglia dell'area. Minuto undici e il raddoppio è servito: punizione dalla trequarti da distanza ragguardevole: Adailton (che di gol al Napoli in carriera ne ha fatti già sei) non perdona.
Traiettoria veloce e insidiosa, De Sanctis non vede la palla e balza quando ormai è troppo tardi. In salita, il Napoli, ha un sussulto di orgoglio immediato: l'avvio di gara è felice per Lavezzi che mostra dinamismo e vivacità® Nasce da un tiro sporco di Pazienza l'azione che consente agli azzurri di accorciare le distanze.
Lavezzi recupera sulla sinistra, cross pennellato per la testa di Rinaudo che, solo, sceglie l'attimo dell'inserimento e beffa Viviano.
Ci sarebbe tutto il tempo per agguantare il pari e pensare anche alla rimonta, ma la squadra di Colomba concede pochissimo. Chiude il Napoli sulle fasce, Modesto è un fulmine di guerra, Adailton particolarmente ispirato, Buscè fa gli straordinari.
Un tiro di Hamsik, l'unico, bloccato da Viviano e l'intervallo fischiato dall'arbitro Romeo arriva puntuale per consentire a Mazzarri di cambiare le carte in tavola. Minuto quattro della ripresa, incoraggiato da un tiro insidioso di Gargano, Mazzarri inserisce la terza punta: Denis per Pazienza ed Hamsik che va a fare il centrocampista.
E' una fase in cui il Napoli è però in evidente calo atletico: Campagnaro, Quagliarella e lo stesso Lavezzi non ne hanno più e pur provando a gettare il cuore oltre l'ostacolo, non impensieriscono gli avversari. Denis è una scossa di fisicità l'argentino sembra voglia spaccare il mondo, regala vivacità e qualche spazio.
Ma l'occasione vera che capita sui suoi piedi su perfetto assist di Cigarini (nel frattempo subentrato a Rinaudo) è buttata al vento. Quagliarella può agganciare e sopperire all'errore, fallisce anche lui. E' la fotografia di una attacco che non ha mordente, di un Napoli che sta scontando il calo di forma dei suoi giocatori più rappresentativi.
Colomba inserisce Gimenez e Succi e la sua squadra non perde concentrazione. Tutt'altro. Va avanti, si propone, non dà mai l'impressione di voler solo difendere il risultato di vantaggio. Nel finale ha anche l'occasione del terzo gol, il Napoli lascia il campo leccandosi le ferite. E questa volta è difficile appellarsi alla sfortuna o agli episodi. Il Bologna, compatto e solido, ha vinto meritatamente. Non è un caso, del resto, se la squadra di Colomba ha realizzato diciassette punti in otto partite. Il Napoli ne conta solo otto. napolimagazine.
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