
Raiola: Napoli, io prenderei Balotelli al posto di Lavezzi
L'agente di Supermario: «Farei lo scambio con il Manchester City. Napoli teme l’addio di Hamsik? I cicli iniziano e finiscono...»
«Napoli teme l’addio di Hamsik? I cicli iniziano e finiscono… Farei lo scambio Lavezzi-Balotelli». Mino Raiola, agente dell'attaccante del Manchester City e, insieme con Venglos, del centrocampista slovacco ha parlato dei suoi assistiti ai microfoni di Radio Crc: «Scambio Balotelli-Lavezzi? Fossi nel Napoli lo farei perché considero Mario un grandissimo giocatore. Il club partenopeo quest’anno ha fatto il mercato più importante di tutti, ma credo che l’acquisto di Hamsik sia stato in assoluto quello più importante. Il Napoli ha comprato Marek quando nessun club voleva puntare su di lui e lo ha fatto a pochissimo prezzo mentre adesso vale un botto di soldi. Il presidente De Laurentiis ha dimostrato di essere bravo a comprare, vediamo se si dimostrerà anche bravo nel vendere i suoi giocatori. Non ho rapporti con De Laurentiis perché in genere rapporti si costruiscono il due. Il Napoli se dovesse perdere Hamsik e si dovesse trovare spiazzato, sarebbe solo colpa sua perché un club deve prevedere tutto. Deve prevedere le partenze, come deve prevedere gli infortuni. Il club partenopeo non deve preoccuparsi se altre società sono interessate ai propri giocatori. Credo anzi, che debba essere contento. Un giocatore ha il suo ciclo in ogni club, e quando sarà finito, è giusto che vada via. I grandi club non devono avere paura di perdere i giocatori. L’Udinese, per esempio, non ha avuto paura di perdere Sanchez. I giocatori si vendono, e con i soldi ricavati, se ne comprano altri. I club devono sempre essere pronti a fare una nuova squadra».
COME IL BARCELLONA - Raiola poi elogia gli azzurri: «Il Napoli mi entusiasma perchè gioca un calcio moderno, con un gruppo giovane e moderno.
Vuole proporsi come una provinciale, ma non è così perché ha tutte le strutture e i parametri di un grande club. La differenza tra Barcellona e Napoli a livello di città, non esiste. Esistono in entrambe le città gli stessi livelli economici, poi il Barcellona ha una storia di 40 anni, ma il Napoli è una grande squadra di una città grande per cui ha anche un certo di obbligo nel restare ad alti livelli. Il Napoli è una realtà perché il Napoli appartiene solo a Napoli. È forse l’unica società italiana speciale sotto questo aspetto. Con tutto il rispetto per De Laurentiis, chi si siede su quella poltrona è solo un passante perché Napoli resterà di Napoli. È una squadra fondata sul cuore, sull’emozione che è più forte di un ragionamento economico, è più forte di qualsiasi patron. Il Napoli oggi sta facendo operazioni di mercato ad alti livelli, si sta quindi comportando da grande squadra ed è giusto che la si tratti da top club. Il Napoli lotta per vincere lo scudetto altrimenti non avrebbe speso tutti quei soldi nel mercato estivo. Mazzarri non credo si accontenterà del secondo posto. Il Napoli va in campo per vincere contro tutti».
IBRAHIMOVIC E JONATHAS - Chiusura su altri due assistiti: «La sfida di Ibrahimovic è quella di vincere lo scudetto con il Milan. Spero che Napoli e Udinese lottino insieme a Inter, Milan e Juve per il titolo ufficiale. Se cominciamo ad avere un campionato più equilibrato, questo non può che fare bene all’Italia. Jonathas credo possa far bene in un grande club perché ha tutte le caratteristiche di una punta moderna. Sa giocare per la squadra, sa fare gol ed è forte di testa. È la tipica punta moderna che oggi viene richiesta da tanti club. Nel calcio i tempi sono importanti. Arrivare su un giocatore nei tempi giusti è fondamentale e il Napoli in passato ha dimostrato di saperlo fare».
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