
Fabio Cannavaro: "Paolo merita la Nazionale. Napoli pensa allo scudetto. Inler, che acquisto"
L'ex difensore della Nazionale italiana, Fabio Cannavaro, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net
In questa sua nuova dimensione c'è qualcosa che le manca?
"Vedere mio fratello in Nazionale. Intendiamoci. Le scelte di Prandelli vanno rispettate. Seguono una logica. Ma Paolo sta facendo davvero una serie di stagioni importantissime. Lo dicono i numeri, lo dice il suo rendimento e quello di tutto il reparto".
E pensare che per molti anni Paolo è stato considerato solo il 'fratello di'.
"Ecco, mi pare che sia riuscito a togliersi dalle spalle questo peso. Ha raggiunto livelli tecnici elevati e continui, tanto da essere uno dei migliori difensori italiani".
Per quanto riguarda la Nazionale, a dire di Prandelli, Paolo (ma anche Campagnaro) paga il fatto che il Napoli gioca con una linea difensiva a tre, mentre l'Italia si basa su quella a 4.
"Ripeto, il ct ha idee chiare, sta facendo un lavoro eccellente. Prendete il recupero di Barzagli, uno dei migliori centrali in circolazione. Quando ho incontrato Agnelli mi sono complimentato con lui per aver riportato Andrea in Italia. Ma, tornando al discorso che stavamo facendo, io ricordo però che a inizio carriera, nel Parma, giocavo a tre nel club e poi andavo in Nazionale e giocavo a quattro. Credo, insomma, che prima dello schema venga la capacità tecnica del giocatore".
Lei ricordava i suoi inizi. Sabato c'è Napoli-Parma. In pratica la 'sua' partita.
"Non c'è dubbio. Un confronto che per me significa tantissimo. Magari il Parma non è più quello dei miei tempi. Non lo dico per la classifica: la squadra di Marino gioca un buon calcio, credo che farà bene in questo campionato. Ma la società adesso ha potenzialità diverse da quella che vinse molto ai miei tempi. Penso sarà un match interessante e non scontato, di sicuro un bel match".
Mazzarri invece è rimasto a Napoli e sta confermando tutte le sue indiscutibili qualità.
"Io lo trovo molto simile a Conte, per temperamento.
Poi ha già grande esperienza. E' uno che fa sempre la cosa giusta con la squadra, non solo sul piano tecnico e tattico. Sa quando spingere, quando gettare acqua sul fuoco, difende i giocatori, li protegge, è un aiuto sicuro sul piano psicologico. E la sua mano in campo si vede".
Il risultato è che siamo tornati agli anni di Napoli-Juve per lo scudetto.
"Questo primo mese di campionato dice questo, ma non solo. Io credo che però è presto per stringere il cerchio. Le milanesi sono in ritardo, ma non mi fiderei. Così come non mi fiderei di Roma e Lazio. I mesi decisivi saranno quelli di inizio 2012".
Lei per chi fa il tifo?
"Ci mancherebbe. C'è mio fratello in corsa per il titolo...".
Per il Napoli, secondo lei, la Champions League cosa deve rappresentare? De Laurentiis non sembra avere dubbi: vuole la Coppa.
"Io il presidente lo capisco. La Champions League è quella musichetta magica. E' normale che lui sogni. L'Europa porta prestigio, visibilità. Concretamente però credo che quest'anno il Napoli possa e debba puntare allo scudetto. Se poi arrivasse la finale di Monaco tanto meglio".
Sarebbe un miracolo o il frutto di un lavoro preciso?
"Il Napoli è il risultato di un progetto, pensato con lucidità. C'è una società, c'è un allenatore confermato, c'è una squadra rinforzata ogni anno con l'inserimento di 'pezzi' necessari, insomma, tutto si può dire tranne si tratti di un miracolo".
Il colpo mercato di quest'anno?
"Inler, giocatore fortissimo. Un acquisto azzeccato che ha reso il Napoli ancora più tosto, consentendo un'ulteriore crescita".
Fabio Cannavaro, quando la vedremo al San Paolo a cantare 'oje vita mia'?
"Ecco, solo questa è una domanda che non dovrebbe rivolgere a me...".
tuttonapoli
Commenta l'articolo su Facebook
Segnala presso:
|