
Maggio: Siamo da scudetto. Chiudo la carriera a Napoli
Il centrocampista: «Siamo solo all'inizio del campionato, abbiamo vinto con squadre importanti, però è presto per fare i conti». Poi sul futuro rivela: «Spero di rinnovare il contratto, c'è già un'idea, diciamo che è quella di chiudere la carriera indossando quella maglia»
I consensi per il suo Napoli sono internazionali, ma lui, Christian Maggio, decisivo uomo di fascia per Walter Mazzarri e il ct Cesare Prandelli, non vuol sentir parlare di scudetto, forse anche per scaramanzia, ma ammette che "il gap con Milan e Inter è diminuito". "Siamo solo all'inizio del campionato, abbiamo vinto con squadre importanti, però è presto per parlare di Napoli da scudetto. Sicuramente è dura poterlo vincere. Ma se si guardano i risultati delle milanesi si può pensare che sia diminuita la distanza tra noi e loro. Ma il Napoli deve andare avanti per la sua strada senza fare paragoni".
MAZZARRI E PRANDELLI - Sono inevitabili i paragoni tra Mazzarri e Prandelli: "Mazzarri dice sempre quello che pensa, è una persona schietta - spiega Maggio - e per un giocatore questo è importante. Prandelli lo conosco dai tempi della Fiorentina. Lui è rimasto lo stesso, io ero giovane. È un tecnico che prepara molto bene le partite, ha fatto bene alla Fiorentina e ora sta facendo la stessa cosa con la Nazionale".
NAZIONALE E NAPOLI - Per Maggio Nazionale e Napoli corrono lungo la stessa strada, quella della ricerca dei successi e lui ha un desiderio: vestire a lungo l'azzurro, sia quello tenue del Napoli che quello più intenso dell'Italia. "Spero di rinnovare col Napoli, c'è già un'idea, diciamo che è quella di chiudere la carriera indossando quella maglia".
CHAMPIONS - Con un Napoli sempre più protagonista, anche in Champions League, come quest'anno: "Sarà che noi stiamo molto bene ma le partite di Coppa non ci influenzano mentalmente più di tanto, abbiamo giocatori di esperienza. Quest'anno, anche con i nuovi arrivi, siamo più squadra. Vedremo più avanti se ci sarà un calo fisico o mentale".
SERBIA - Un pensiero anche alla gara di venerdì contro la Serbia. Il ricordo va alle violenze avvenute nella gara di andata a Genova: "Io non c'ero ma quella non è stata una bella cosa per il calcio speriamo che venerdì non riaccadano episodi simili. La qualificazione è già conquistata ma contro la Serbia non possiamo permetterci brutte figure". Infine, un commento alle parole di Ibrahimovic che dice di essere ormai prossimo a lasciare il pallone: "Spero che non sia vero perchè sarebbe una perdita per il calcio mondiale. Non vorrei che si sentisse appagato. Una situazione, comunque, che dovrebbe far riflettere tutti".
Commenta l'articolo su Facebook
Segnala presso:
|