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Rigori fatali per Messi e compagni che perdono per 5-4 ed escono dalla Coppa America senza aver mai convinto. I tempi regolamentari si erano conclusi sull'1-1 con le reti di Perez e Higuain. La 'Celeste' di Tabarez approda alle semifinali dove affronterà il Perù che ha superato per 2-0 ai supplementari la Colombia (gol del fiorentino Vargas)
Oh, Argentina. Diciotto anni dall'ultimo trionfo della Seleccion? Ne passeranno altri, perchè non basta il più forte del mondo, non serve avere un attacco da 200 milioni di euro o più e non conta nemmeno giocare davanti al pubblico di casa. L'Argentina è fuori dalla Coppa America, l'Uruguay va avanti con la sua forza che è la grinta, il carattere, la capacità di non arrendersi mai nemmeno quando tutto o quasi sembra contro. 16 luglio 1950, il Maracanazo, quel mitico Uruguay che riuscì a vincere la Coppa del Mondo in casa dell'invincibile Brasile. 16 luglio 2011, il Maracanazo diventa 'Cementerio de los Elefantes', lo stadio di Santa Fe, così ribattezzato perchè lì una volta le cinque grandi del calcio argentino non riuscivano mai a vincere. E adesso nemmeno la Seleccion. Fuori, ai rigori, ma non può essere una scusa, perchè contro l'Uruguay ha giocato in superiorità numerica per 48', da quando Perez, autore anche del vantaggio 'charrua' al 5' del primo tempo, è stato espulso per doppia ammonizione al 38' della prima frazione di gioco. Le due squadre erano già in parità, a rimettere le cose a posto ci aveva pensato Higuain, di testa, su splendido lancio di Messi. Ma di quell'uomo in più non se n'è accorto nessuno e la partita è andata avanti fino ai supplementari, certo c'è stato un palo di Higuain, ma anche una traversa dall'altra parte di Lugano, Muslera poi almeno in un paio di occasioni ha fatto i miracoli, specialmente al 44' della ripresa, una punizione tirata da Tevez deviata da 'Palito' Pereira che l'ex portiere della Lazio d'istinto ha ribattuto con un piede. Straordinario. E poi sì Muslera nella 'lotteria' dei rigori è stato decisivo ancora, parando il tiro di Tevez, un'altra volta, intervento che si è rivelato fondamentale per il successo della Celeste.
NESSUNA RICRIMINAZIONE - Forse ai punti avrebbe vinto l'Argentina, ma la Seleccion non può attaccarsi a nulla, d'altra parte dopo aver vinto solo con la Costa Rica, simpatica rappresentativa under 22, c'è ben poco a cui aggrapparsi se non la solita domanda senza risposta: perchè Messi è esplosivo con il Barcellona e non con la nazionale? L'ultimo gol della Pulga in una partita ufficiale con la nazionale risale al 28 marzo 2009, contro il Venezuela. Poi il buio, nemmeno con Maradona al timone è riuscito a brillare. Ieri sera diversi buoni passaggi, l'assist a Higuain, ma niente a che fare con quei lampi, quelle accelerazioni che l'hanno fatto diventare il più forte giocatore del pianeta.
LA PARTITA - Uruguay in dieci dal 38' del primo tempo, Argentina solo dal 41' della ripresa quando anche Mascherano, graziato per tutto il torneo, è stato mandato negli spogliatoi per doppia ammonizione. Pastore messo in campo tardi, solo al 27' della ripresa, ma al posto di Di Maria che invece stava giocando bene, una difesa, quella argentina, impacciata, sempre in ritardo sui colpitori di testa uruguaiani. Ecco allora che la Celeste proprio su un assist di testa di Caceres ha trovato il vantaggio e ha sfiorato il raddoppio con Lugano, poi ha resistito in inferiorità numerica, riuscendo anche a mettere in pericolo la retroguardia avversaria, ma senza farsi mai schiacciare dagli avveersari. Tempi regolamentari, poi supplementari e infine i rigori: Messi non sbaglia, come Forlan, Burdisso e Suarez. Poi ecco l'Apache Tevez, ma Muslera è un felino para e Scotti porta in vantaggio l'Uruguay. Quasi quasi il numero 1 della Celeste neutralizza anche il tiro di Pastore, ma va dentro come quelli di Gargano e Higuain: l'ultimo è per Caceres, che non sbaglia. L'Uruguay tornerà in campo a La Plata martedì con il Perù, in gioco c'è la finale di domenca prossima. L'Argentina se ne va a casa, ma i processi la inseguiranno dappertutto, ma non per questo si fermerà il mercato: il Corinthians vuole assolutamente Tevez, ha rilanciato, rivuole a tutti i costi l'Apache.
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