
De laurentiis motiva il suo interesse per i diritti di immagine
"Bisogna rispettare anche la volontà delle società, non solo dei calciatori. Devo pensare che l'Adidas e la Nike abbiano interesse per quattro-cinque squadre?".
Hamsik ma non solo. Il tema-chiave in casa Napoli è sicuramente quello relativo alle dichiarazioni rilasciate ieri dal centrocampista slovacco, voglioso di lasciare Napoli e provare a vincere, magari con la maglia del Milan.
Ma il presidente Aurelio De Laurentiis, nell'ormai proverbiale appuntamento in diretta su radio Marte, ha parlato anche di altro. Come della questione dei diritti d'immagine, che spesso ha impedito l'arrivo di qualche 'big' sotto il Vesuvio. Il patron rimane dell'idea che sia meglio non cederli ai singoli giocatori: "Lo faccio per una questione culturale - dice DeLa - faccio un raffronto con la situazione cinematografica. Nel calcio siamo nella preistoria.
Non posso scrivere un contratto su un prestampato uguale per tutti i giocatori, dalla Lega Pro alla A. Mi sono creato dei miei contratti che hanno delle loro specificità. Nessuno mi può togliere la possibilità di fare l'imprenditore. Ho preso l'impegno di non far fallire mai più il Napoli quindi bisogna avere la coerenza e la cultura per non far accadere più queste cose".
De Laurentiis entra nel dettaglio con il suo affondo: "Adidas e Nike come fanno a mettere sotto contratto questi signori? Ci hanno mai aiutato? Hanno mai investito negli stadi? C'è una cultura sbagliata a tal proposito. Queste multinazionali dovrebbero fare contratti mensili, visto che i giocatori possono cambiare squadra da un momento all'altro. Bisogna rispettare anche la volontà delle società, non solo dei calciatori. Devo pensare che l'Adidas e la Nike abbiano interesse per quattro-cinque squadre? Fanno contratti lunghi 200 pagine ed i giocatori sembra che non possano fare più nulla".
Commenta l'articolo su Facebook
Segnala presso:
|