
A cena con Mazzarri Ma la star è Lavezzi
Va in scena l´altra cena, quella con mazzarri e la squadra. La star davanti al ristorante è Lavezzi, letteralmente assediato dai tifosi. Non va in scena, invece, l´incontro con De Laurentiis che aveva un´altra priorità: bilndare Cavani. Si dilatano i tempi, c´è la partita di Torino ancora da giocare e chissà che il famoso incontro non possa consumarsi proprio in territorio neutro. Sotto la Mole, per intenderci. Lì potrebbero vedersi Aurelio De Laurentiis e Walter Mazzarri per mettere la parola fine alle polemiche, per stilare finalmente il programma definitivo della prossima stagione.
Per ricongiungersi o decidere eventualmente di separarsi. Si erano già visti mercoledì sera a cena, la festa ufficiale con tutta la squadra, i dirigenti, lo staff medico e tecnico. Ma tra i due era calato addirittura il sipario. Stretta di mano formale e null´altro. Poi la festa, i balli e i ringraziamenti. Probabilmente sia l´uno che l´altro si sarebbero aspettati un invito a parlare. Il presidente De Laurentiis non aveva certo motivi stringenti per chiedere un incontro -il tecnico toscano ha un contratto fino al 2013 e fino a prova contraria resta sulla panchina del Napoli -Mazzarri forse aspettava la richiesta di un chiarimento dopo le perplessità sul suo futuro che lui stesso aveva ritenuto opportuno rendere pubbliche.
L´uno accanto all´altro, separati a tavola dalla signora Jacqueline, senza dirsi una parola. A chi immaginava un summit privato all´hotel Vesuvio ieri mattina, De Laurentiis ha risposto mettendosi in viaggio per Roma dove di lì a poco avrebbe blindato il suo gioiellino più prezioso, Edinson Cavani. Contratto fino al 2016, due milioni e mezzo a stagione, diritti di immagine al Napoli. Il patron a radio Marte: «Sono contento di avere in squadra un campione, ma soprattutto una bella persona.
Edinson è un uomo che ha grande fede e grande personalità, un tassello importante per un Napoli che di personalità ne ha da vendere» . A Palazzo Filmauro il contratto di Cavani, la priorità evidentemente di De Laurentiis. Mentre Mazzarri, dirigeva il suo allenamento a Castelvolturno, provava in partitella il «Napoli due» che domenica sera sfiderà la Juventus per l´ultima di campionato. Poi l´altra cena. Quella che il tecnico aveva promesso alla squadra già la settimana scorsa e che si è svolta al ristorante Europa al porticciolo di Pozzuoli.
Anche lì folla quasi da stadio, tifosi ad aspettare i calciatori e soprattutto a chiedere a Mazzarri di non andare via.
Otto in punto, Mazzarri e il suo vice Frustalupi sono già arrivati, la squadra si fa aspettare un po´. Serata meno patinata di quella che si era svolta a Villa d´Angelo mercoledì sera. Atmosfera più informale, quasi goliardica. Mazzarri è frequentatore assiduo di quel ristorante, ne apprezza la cucina semplice ma di qualità: pesce fresco e i frutti di mare.
L´altra cena per isolarsi dalle istituzioni, per rivivere a tavola le imprese realizzate in campo. Per guardarsi in faccia, ringraziarsi reciprocamente e un po´ svelarsi anche sul futuro. Il tecnico si è sentito più a casa, con la libertà assoluta di parlare ai suoi così come fa tutti giorni nello spogliatoio. Il tempo per sorridere anche, per compiacersi quando i suoi ragazzi gli hanno chiesto ancora una volta di non andare via. Qualcosa si è rotto con il presidente De Laurentiis, ma la sintonia con la squadra è un bene prezioso sul quale Mazzarri sa di poter contare.
«Resti qui, mister» . Glielo hanno ripetuto un po´ tutti durante la cena. Lui, sibillino sull´argomento, ha rinviato tutto al famoso incontro col presidente. Famoso perchè se ne parla ormai da mesi, ma forse Mazzarri prima o poi dovrebbe metterlo in agenda. Il campionato è finito e come lui stesso aveva anticipato ci sono tante cose da chiarire prima di ricominciare. De Laurentiis aspetta. Partita a scacchi, insomma tra due personalità forti, che alla fine troveranno l´accordo per continuare insieme.
E sarebbe probabilmente la soluzione migliore per il progetto Napoli. Che oggi più di ieri necessita di certezze sulla guida tecnica. Il ds Bigon è al lavoro da mesi sul mercato, così come anche gli uomini dello scouting. Ma nulla può essere deciso se non si mette un punto fermo sulla panchina. Bigon e il dg Fassone hanno lavorato ai fianchi per settimane, provando ad accelerare una riappacificazione tra i due. Spetta ora a Mazzarri la mossa successiva: il presidente un primo passo lo aveva fatto.
Era andato a casa sua due settimane fa, aveva provato a capire il suo disagio. Non era trapelato nulla, adesso tocca all´allenatore. La Mole Antonelliana è un´idea, nella Torino sponda Juve che per prima aveva insinuato il dubbio a Mazzarri, provando a corteggiarlo. Corriere del Mezzogiorno.
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