
Napoli impazzisce di gioia Terzo posto e Champions!
Gli azzurri pareggiano 1-1 con l'Inter (Zuniga risponde a Eto'o) e accedono direttamente ai gironi evitando i preliminari. Grande festa per i sessantamila del San Paolo
Ventuno anni dopo l'Europa torna a colorarsi d'azzurro. Ventuno anni dopo il Napoli torna a respirare profumo di Paradiso. Quello che non sentiva da una sfortunata notte del novembre del 1990, quando fu eliminato ai rigori dallo Spartak Mosca negli ottavi di finale dell'allora Coppa dei Campioni. Rimette piede in un torneo tutto nuovo e lo fa entrandoci dalla porta principale: il terzo posto conquistato aritmeticamente stasera grazie al pareggio 1-1 con l'Inter garantisce agli azzurri la partecipazione ai gironi di Champions League, un traguardo prestigiosissimo conquistato al termine di una stagione da incorniciare.
I MERITI DI DE LAURENTIIS... - Per il Napoli, che puntava a migliorare il sesto posto della scorsa stagione e che probabilmente non si è mai illuso di potersi cucire sul petto lo scudetto, è una grande vittoria. Prima di tutto di De Laurentiis, che ha rilanciato questa squadra e l'ha riportata ai livelli che le competono. Merito del presidente è soprattutto quello di aver già proiettato il club nel futuro, essendo stato un precursore dell'oculata gestione che diventerà con il fair play finanziario una delle prerogative imprescindibili negli anni a venire (gli azzurri sono fra le poche squadre che chiudono il bilancio in attivo a fine stagione). Ma la vittoria è di tutta la società e della sua strategia, è il coronamento di un progetto partito dalle sapienti mani di Pierpaolo Marino (molti giocatori sono arrivati grazie a lui) e rifinito dal giovane, bravo e intraprendente ds Riccardo Bigon, premiato dalla scelta di mercato più determinante della stagione, quella di Edinson Cavani.
...QUELLI DI MAZZARRI... - Probabilmente però l'artefice principale di questo magnifico risultato è Walter Mazzarri, l'allenatore che ha saputo sfruttare e far rendere al meglio la rosa a sua disposizione.
Forse per la prima volta in carriera il tecnico toscano non ha semplicemente centrato l'obiettivo iniziale, ma lo ha migliorato. Il suo è stato un Napoli che, tranne in poche circostanze, non ha abbassato la testa davanti a nessuno, ha sempre cercato di imporre il suo gioco e i suoi ritmi infernali. E i risultati ottenuti, con il record di vittorie in campionato, 21, sono la testimonianza che tutto ha funzionato al meglio.
...E QUELLI DELLA SQUADRA - Ma in campo, poi, ci sono andati loro: lo staordinario Cavani, il funambolico Lavezzi, il talentuoso Hamsik. Il tridente delle meraviglie è stata la freccia in più nell'arco azzurro. I loro 43 gol (26+11+6) su 56 totali sono stati quelli che hanno fatto la differenza. Se poi all'esplosività davanti si coniugano la grande spinta sulle fasce garantita da Maggio e Dossena, la sostanza a centrocampo di Pazienza, Gargano e della sorpresa Yebda e la sempre puntuale difesa guidata da capitan Cannavaro e dal monumentale De Sanctis, si capisce come il cocktail sia stato di quelli speciali, di quelli delle grandi feste.
ZUNIGA FA IMPAZZIRE IL SAN PAOLO - Una festa come quella di stasera al San Paolo, dove i sessantamila tifosi - oltre un milione in tutta la stagione a Fuorigrotta - hanno trascinato la squadra a un traguardo meritato. Una festa che ha provato a rovinare l'Inter di Leonardo, che nonostante le tante assenze (Stankovic, Snejider, Lucio e Cordoba), ha messo paura a Mazzarri passando in vantaggio nel primo tempo con un fantastico gol di Eto'o e colpendo un clamoroso palo con Maicon. Il Napoli, però, ci ha messo il cuore e non ha voluto fallire l'appuntamento con la storia. Senza Cavani e Mascara, squalificati, ci ha pensato l'eclettico Zuniga a travestirsi da bomber e a trovare il gol del pareggio che ha fatto impazzire i sei milioni di tifosi nel mondo. Ventuno anni dopo l'Europa torna a colorarsi di azzurro.
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